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Il kiwi è tra i frutti più amati in Europa e nel mondo, ma sono in pochi a conoscere la storia che si nasconde dietro la sua rotondità invitante e la polpa succosa. Una storia entusiasmante, antica ma anche piuttosto recente, se consideriamo che la coltivazione di questo prelibato frutto in Italia è iniziata poco più di 40 anni fa!

 

Un frutto alla corte del Gran Khan

Le prime testimonianze della pianta del kiwi risalgono al 1300 e provengono dalla Cina meridionale, più precisamente dalla Valle del fiume Azzurro. Qui era coltivato principalmente per uso ornamentale per via dei suoi scenografici ricami rampicanti. 

A onor del vero, gli imperatori della corte del Gran Khan conoscevano bene anche il delizioso sapore di questo frutto, tanto da considerarlo una vera prelibatezza.

 

I primi passi fuori casa del kiwi

Prima di vedere il kiwi varcare i confini di casa dobbiamo aspettare il 1800. Proprio agli inizi del XIX secolo un collezionista della Royal Horticultural Society (Società Britannica Reale Orticultura) spedì per la prima volta dalla Cina alcuni frutti e semi, direzione Inghilterra. 

Nel giro di qualche anno, botanici e appassionati inglesi si cimentano negli studi di questo misterioso frutto. Il primo a descrivere botanicamente la pianta è Lyndley, seguito da J.E. Planchon, che la classifica tassonomicamente nel genere Actinidia, della famiglia delle Actinidiaceae. 

Ma a parte un esperimento di coltivazione tentato nei dintorni di Londra da Robert Fortune per conto dell’Orto Botanico di Kew, il kiwi sembra destinato a rimanere un semplice oggetto di studio: un capitolo su un libro di botanica non ancora del tutto esplorato.

 

Dalla Cina alla Nuova Zelanda: il viaggio che cambia la storia del kiwi

A questo punto, la storia assume i contorni della leggenda. Siamo agli inizi del ‘900 e qualcosa sta per cambiare per sempre il destino del kiwi.

C’è chi riporta che un gruppo di missionari neozelandesi di ritorno dalla Cina portò con sé dei semi di actinidia; altre fonti fanno il nome e il cognome di Isabel Fraser, una dirigente scolastica che sulla via del ritorno da un viaggio in Cina dopo una visita alla sorella missionaria, trasportò in valigia i semi preziosi. Chi sia stato il responsabile di questo viaggio del kiwi dalla Cina alla Nuova Zelanda non è dato sapere: in compenso, sappiamo che nel 1906 il kiwi si diffonde come vite ornamentale da giardino.

Poi, negli anni ‘50, queste piantine finiscono nelle mani del vivaista Hayward Wright, che dopo lunghi ed estenuanti esperimenti riuscì ad ottenere la prima varietà commerciale, iniziando a produrre il frutto così come oggi lo conosciamo. 

Non è che l’inizio di una coltivazione che in fretta si diffonde in tutto il paese, e che poi si affaccia al mondo intero.

 

Perché il kiwi si chiama kiwi

La storia del kiwi si intreccia con quella del suo nome tutto particolare. Prima di assumere l’appellativo con cui è conosciuto in quasi tutto il mondo, infatti, il kiwi ha visto cambiare più volte i primi due campi della sua carta d’identità. 

700 anni fa, quando spopolava nella corte degli imperatori cinesi, veniva chiamato Yang Tao, “frutto della salute”.

Nel 1836 viene battezzato in Inghilterra con il suo nome scientifico Actinidia deliciosa o Actinidia chinensis.

Quando invece si diffonde in Nuova Zelanda lo chiamano tutti uva spina cinese. E ancora una volta la storia sfuma nella leggenda, perché le fonti contrastano e riportano dati parziali. Pare infatti che quando si decise di esportare questo frutto nel mondo, la Nuova Zelanda impose una tassa di esportazione molto elevata all’uva spina cinese. La soluzione? Cambiare nome! Ma il tentativo di modificare l’indicazione del frutto in melonette non va a buon fine: troppo simile al melone. 

Presto spunta fuori la soluzione ideale: visto il grande successo che il frutto sta riscuotendo proprio grazie alla terra neozelandese, perché non dare alla pianta il nome dell’uccello simbolo della nazione?

È il 1959 e per la prima volta si parla finalmente di kiwi: un nome destinato a fare il giro del mondo.

 

Kiwi: il “succo” della storia

Da questo momento in poi la storia del kiwi è in continua salita. 

La pianta arriva anche in territorio italiano, attorno agli anni ‘70, e nelle diverse varietà la sua coltivazione si estende ben presto dal nord al sud. In poco tempo, l’Italia diventa il primo produttore al mondo, sbaragliando persino la natale Cina e la terra neozelandese che ne decretò il successo.

E la storia non è ancora finita, perché ora anche Salvi Vivai si prepara a scrivere un capitolo importante di questo frutto in Italia. E tu starai a guardare o ne vorrai far parte?

 

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Press Salvi Vivai

Salvi Vivai da cinquant’anni produce e vende piante di fragole, melo, pero, ciliegio e portinnesti di melo e pero. I Vivai sono conosciuti in Italia e a livello internazionale per la loro alta qualità e per l’innovazione costante grazie alla continua ricerca varietale.

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